Disclaimer: qui è d’obbligo specificare, per chi potrebbe approdare per caso su questo blog, che quello di cui parlerò sono le traduzioni di un genere di nicchia, ossia quello romance MM, cioè quello che mi è più familiare.
Tutte le mie conoscenze derivano dal fatto che sono ormai 3+ anni che traduco per conto di una CE, oltre a interessarmi degli affaracci di case editrici che non conosco e delle peripezie degli autori stranieri. Se qualcosa dovesse risultare incorretto, invito chiunque a farmelo notare. Gracias.
Ordunque, partiamo da una domanda base: come arrivano a essere tradotti i libri?
Sostanzialmente, ci sono tre strade che si possono percorrere. Tutte, chiaramente, dipendono dall’autore che detiene i diritti dell’opera. Cioè da chi lo ha scritto. Per questo motivo, eventuali traduzioni amatoriali pubblicate su blog, social o siti come Wattpad, sono illegalissime. E un autore con soldi e tempo per tutelarsi, potrebbe fare il culo a chi si è preso il diritto di rubare il manoscritto e farne ciò che vuole. Si tratta di una forma più evoluta di pirateria, ma non siamo qui per discuterne. Sappiate solo che è un no e che chi lo fa andrebbe colpito sul naso con un giornale arrotolato.
E dico così solo per non essere accusata di istigazione alla violenza. Ma torniamo a noi.
Le tre strade legali e corrette perché una traduzione avvenga sono queste:
- L’autore decide di affidarsi al servizio di traduzione di una casa editrice.
Grazie al passaparola con altri autori che si sono trovati bene, oppure stalkerando i colleghi, gli autori possono scovare le CE che offrono questo tipo di servizio.
Per farsi tradurre, l’autore dovrà pagare una cifra di solito proporzionale a quanto è lungo il libro, infatti il costo si misura a parole.
Facciamo un esempio: un romanzo standard si aggira sulle 50.000 parole. Se per caso un autore ha scritto qualcosa lungo 100.000, a meno di prezzi di favore, sconti o pacchetti personalizzati, pagherà un prezzo doppio. Come se dovesse tradurre due libri in una botta sola!
Quindi quando sentite cose come “il libro è lungo, l’autore quindi non se la sente di tradurlo”, significa che molto spesso il poveretto sa che non riuscirà a non andare in rosso, oppure che deve prepararsi a una spesa davvero elevata rispetto a altre sue opere più corte.
Ovviamente ci sono numerosi lati positivi nell’affidarsi a una CE, un esempio che mi viene in mente è che, se la CE lavora bene, il testo (oltre che venire tradotto da un traduttore) dovrebbe pure essere passato a un correttore di bozze, così da eliminare qualsiasi accidentale errore di battitura, punteggiatura etc. Insomma, potenzialmente l’autore ha più persone a disposizione.
N.B: scegliendo questa strada, l’autore rimane padrone dell’opera e sta a lui o a lei decidere come gestire la pubblicazione. Quindi su che siti piazzare il libro, quando, a che prezzo etc.
2. L’autore decide di affidarsi al servizio di traduzione offerto da un privato.
Sempre grazie al passaparola, a siti freelance o allo stalking che è sempre di moda, un autore può decidere di affidarsi a un traduttore che lavora in proprio.
Qui bisogna puntualizzare che non si può molto generalizzare, perché io non conosco il listino prezzi di questi professionisti, né posso umanamente conoscere quello di tutti gli individui sulla piazza, ma di solito (e sottolineo SOLITO, quindi NON in tutti i casi), i freelance sono vantaggiosi perché costano meno delle CE. Inoltre, se è un periodo particolarmente fortunato, il traduttore potrebbe assicurare di lavorarci subito e in tempi più contenuti.
Come rovescio della medaglia, l’autore quasi sempre non avrà a disposizione un correttore di bozze, se mai vorrà dovrà pagarlo a parte. Il traduttore può impegnarsi quanto vuole a rivedere il testo successivamente, ma avendoci lavorato non avrà una visione fresca del manoscritto. Un rimedio molto in voga è passare l’opera tradotta, sempre con il consenso dell’autore che ne detiene i diritti, a beta reader che potrebbero segnalare eventuali sbavature.
Ma ricordiamolo: i beta reader non sono professionisti.
Anche in questo caso, come sopra, il costo della traduzione dipende dal tariffario del traduttore e dalla lunghezza del libro. Tutto dipende inoltre dal tipo di accordo tra le parti: ci sono freelance che accettano di tradurre l’opera e di avere poi una percentuale degli eventuali incassi, oppure si viene pagati una cifra prestabilita alla consegna e basta.
Nel primo caso, se il libro è un flop, sarà il traduttore a rimetterci alla grande, perciò non sono una grande fan di questa alternativa.
N.B: anche in questo caso, l’autore prende in autonomia tutte le decisioni sulla pubblicazione.
3. L’autore viene “scoutato” da una casa editrice, che compra i diritti dell’opera e che la venderà a proprio nome.
Con il termine “scouting” indichiamo una CE che legge un libro, ne rimane favorevolmente impressionata e decide di volerlo nel proprio catalogo. Stiamo parlando di tutti quei libri, quindi, che avranno il logo e il nome della casa editrice in copertina e che saranno distribuiti e venduti secondo il volere della casa editrice.
A meno di contratti particolari, infatti, sarà la CE a tradurre l’opera e a prendere tutte le decisioni successive, quali: a quanto vendo il libro? Che formati faccio? Su quali siti lo metto? Lo porterò in fiera? In questo periodo lo metterò in sconto? Etc.
All’autore questa opzione conviene perché in teoria non dovrebbe muovere un dito. Forse il mignolino per fare spam, se proprio vuole, ma niente di più. È la casa editrice che si occuperà della traduzione, della cura del testo e di pubblicizzare l’opera al proprio bacino di lettori.
Ovviamente, dovendo investire tempo e denaro sul manoscritto, la scelta di comprare i diritti di un titolo è rischiosa per una casa editrice ed è necessario rifletterci molto.
C’è anche da sottolineare che alcuni autori, se particolarmente famosi, potrebbero chiedere una somma considerevole per l’acquisto dei diritti. Così, anticipata. Sull’unghia. Di solito entrano in campo anche gli agenti letterari, e lì inizia la contrattazione.
Di solito sono solo le grandi CE a potersi permettere certe cifre, ma, di nuovo, non possiamo dare per scontato che qualche anticipo sia stato dato anche da parte di case editrici minori.
Quando questo anticipo viene effettivamente dato, l’autore ha un minimo di guadagno assicurato, per questo alcuni potrebbero preferire questa soluzione. D’altro canto, la sua percentuale su ogni vendita sarà molto minore, quindi deve farsi bene i conti in tasca!
Ma Sonja, che mi dici delle serie interrotte? Perché questi lestofanti mi interrompono le serie? Vorrei prenderli a schiaffi con un guantino bianco.
Alt. La verità è che spesso le case editrici o gli autori non provano sadico piacere nel lasciarvi a bocca asciutta. La realtà è un po’ più deprimente: per gli autori stranieri, scrivere è un lavoro. Molti di loro contano davvero sui guadagni dei libri, proprio come parte del proprio stipendio.
Quindi se un libro va male e vanno in rosso, difficilmente si accolleranno di nuovo il rischio di perdere denaro. È molto carina e romantica l’idea che gli autori debbano pubblicare per passione, ma con la passione i figli non mangiano. E molti autori hanno una famiglia da mantenere, oltre che sé stessi.
Voi vi impegnereste a pagare cifre a tre, a volte anche quattro zeri, sapendo che se va bene arriverete in pari, altrimenti no? Sapendo che nessuno, tra l’altro, ve li ridarà mai indietro.
E per le case editrici è lo stesso: impegnarsi a portare avanti investimenti sbagliati potrebbe portare al fallimento.
Molto spesso, tra l’altro, il flop di alcuni libri avviene per via della pirateria, cioè perché un gran numero di lettori ha rubato. In questi casi, è impossibile non sentirsi traditi e amareggiati, e la volontà di continuare a investire scende ragionevolmente sotto i tacchi.
L’unica arma che abbiamo per evitare serie interrotte è quindi comprare i libri che ci interessano e pubblicizzargli agli amici e agli altri lettori, se ci hanno soddisfatto.
È tutto nelle nostre mani.
Mi piacerebbe che libro x venisse tradotto… come posso fare?
Se conoscete CE che accettano di buon grado i suggerimenti (e di solito la risposta è sì), scrivete loro sulle pagine social e nei gruppi, chiedendo se il titolo x è in programma o se, nel caso, andrebbe loro di darci un’occhiata.
È vitale che chiediate comunque di tradurre qualcosa di coerente con il catalogo della CE stessa. Per esempio, è inutile chiedere la traduzione di una biografia a una casa editrice che si occupa di romanzi d’amore. È una questione di buonsenso.
Se invece notate i post di qualcuno che ha chiesto, dategli manforte se anche a voi interessa quell’opera o serie! Vedere una gran quantità di lettori interessati è un ottimo segno per decidersi a fare un investimento.
